Posted by Unknown
| 22:27
Un episodio molto triste si è verificato Sabato 3 Maggio allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli: poche ore prima del fischio d’inizio, fuori dallo stadio, ci sono stati degli scontri tra tifosi napoletani e tifosi romanisti. Un tifoso napoletano di nome Ciro Esposito è rimasto gravemente ferito in seguito ad un colpo di pistola rimediato alla colonna vertebrale. L’uomo, ricoverato alla clinica “Gemelli” di Roma, ha presentato fin da subito condizioni gravissime con il rischio di una paralisi.Un episodio molto triste si è verificato Sabato 3 Maggio allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli: poche ore prima del fischio d’inizio, fuori dallo stadio, ci sono stati degli scontri tra tifosi napoletani e tifosi romanisti. Un tifoso napoletano di nome Ciro Esposito è rimasto gravemente ferito in seguito ad un colpo di pistola rimediato alla colonna vertebrale. L’uomo, ricoverato alla clinica “Gemelli” di Roma, ha presentato fin da subito condizioni gravissime con il rischio di una paralisi. Da una prima ricostruzione delle Forze dell’Ordine sembrerebbe che a sparare potrebbe essere stato un tifoso della Roma, Daniele De Santis, in seguito ad una rissa scoppiata in Viale Tor di Quinto. De Santis infatti è stato poi ritrovato nel suo appartamento privo di sensi, con fratture in varie parti del corpo. Non solo però quello che è accaduto fuori lo stadio ma anche e soprattutto quanto accaduto all’interno ha scosso l’opinione pubblica italiana ed internazionale. I tifosi del Napoli, infatti, sentite le confuse notizie di quanto accadeva fuori, hanno impedito il normale svolgimento della partita, prima con il lancio di fumogeni e petardi e poi fischiando l’Inno di Mameli. È stato necessario l’intervento del capitano del Napoli Marek Hamsik e della polizia per cercare di calmare gli animi. E solo quando Gennaro De Tommaso, meglio conosciuto come Genny ‘a carogna, non estraneo a rapporti con la Camorra, nonché capo ultrà della curva partenopea, ha dato l’ok per l’inizio della partita i tifosi sono rientrati nei ranghi e la partita si è potuta giocare. Un episodio che segna in negativo la storia del calcio italiano e che dimostra come il potere costituito dello Stato abbia ceduto al potere violento dei tifosi. Lo sport però non è nuovo a questo tipo di episodi: in molti infatti ricorderanno la strage dell’Heysel avvenuta il 29 maggio 1985 in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Liverpool. In quel caso i protagonisti furono gli Hooligans inglesi che invasero il settore ospiti e uccisero 39 tifosi bianconeri, di cui 32 italiani. A distanza di tanti anni i tifosi non hanno ancora imparato che lo sport è fatto per divertire e divertirsi e non per usarsi violenza. A noi, allora, non resta che sperare in un calcio raccontato per le emozioni che trasmette a chi lo guarda e a chi lo gioca.
 
Luca Giannuzzi

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