Un episodio molto triste si è verificato
Sabato 3 Maggio allo Stadio Olimpico di
Roma in occasione della finale di Coppa
Italia tra Fiorentina e Napoli: poche ore
prima del fischio d’inizio, fuori dallo
stadio, ci sono stati degli scontri tra tifosi
napoletani e tifosi romanisti. Un tifoso
napoletano di nome Ciro Esposito è
rimasto gravemente ferito in seguito ad
un colpo di pistola rimediato alla colonna
vertebrale. L’uomo, ricoverato alla
clinica “Gemelli” di Roma, ha presentato
fin da subito condizioni gravissime
con il rischio di una paralisi.Un episodio molto triste si è verificato Sabato 3 Maggio allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli: poche ore prima del fischio d’inizio, fuori dallo stadio, ci sono stati degli scontri tra tifosi napoletani e tifosi romanisti. Un tifoso napoletano di nome Ciro Esposito è rimasto gravemente ferito in seguito ad un colpo di pistola rimediato alla colonna vertebrale. L’uomo, ricoverato alla clinica “Gemelli” di Roma, ha presentato fin da subito condizioni gravissime con il rischio di una paralisi. Da una prima
ricostruzione delle Forze dell’Ordine
sembrerebbe che a sparare potrebbe
essere stato un tifoso della Roma, Daniele
De Santis, in seguito ad una rissa
scoppiata in Viale Tor di Quinto. De Santis
infatti è stato poi ritrovato nel suo
appartamento privo di sensi, con fratture
in varie parti del corpo. Non solo però
quello che è accaduto fuori lo stadio
ma anche e soprattutto quanto accaduto
all’interno ha scosso l’opinione pubblica
italiana ed internazionale. I tifosi
del Napoli, infatti, sentite le confuse
notizie di quanto accadeva fuori, hanno
impedito il normale svolgimento della
partita, prima con il lancio di fumogeni e
petardi e poi fischiando l’Inno di Mameli.
È stato necessario l’intervento del
capitano del Napoli Marek Hamsik e
della polizia per cercare di calmare gli
animi. E solo quando Gennaro De Tommaso,
meglio conosciuto come Genny ‘a
carogna, non estraneo a rapporti con la
Camorra, nonché capo ultrà della curva
partenopea, ha dato l’ok per l’inizio
della partita i tifosi sono rientrati nei
ranghi e la partita si è potuta giocare.
Un episodio che segna in negativo la
storia del calcio italiano e che dimostra
come il potere costituito dello Stato
abbia ceduto al potere violento dei tifosi.
Lo sport però non è nuovo a questo tipo
di episodi: in molti infatti ricorderanno
la strage dell’Heysel avvenuta il 29 maggio
1985 in occasione della finale di
Champions League tra Juventus e Liverpool.
In quel caso i protagonisti furono
gli Hooligans inglesi che invasero il settore
ospiti e uccisero 39 tifosi bianconeri,
di cui 32 italiani.
A distanza di tanti anni i tifosi non hanno
ancora imparato che lo sport è fatto
per divertire e divertirsi e non per usarsi
violenza. A noi, allora, non resta che
sperare in un calcio raccontato per le
emozioni che trasmette a chi lo guarda
e a chi lo gioca.
Luca Giannuzzi

