Dall’Hip-hop al rap, al grunge, l’importante è che sia protesta
Nato a Olbia nel 1984, Salmo inizia la sua carriera musicale all'età di 13 anni, incidendo
le sue prime strofe tra il 1997 e il 1998, mentre nel 2004 pubblica il primo
demo da solista, intitolato Sotto pelle. Nel 2011, Salmo pubblica il suo primo album
in studio, intitolato The Island Chainsaw Massacre, ma il successo, quello
quasi pop, arriva con Midnite schizzato al primo posto in classifica, disco d'oro
per le oltre 30 mila copie vendute.
Dall’Hip-hop al rap, al grunge, l’importante è che sia protesta
Nato a Olbia nel 1984, Salmo inizia la sua carriera musicale all'età di 13 anni, incidendo le sue prime strofe tra il 1997 e il 1998, mentre nel 2004 pubblica il primo demo da solista, intitolato Sotto pelle. Nel 2011, Salmo pubblica il suo primo album in studio, intitolato The Island Chainsaw Massacre, ma il successo, quello quasi pop, arriva con Midnite schizzato al primo posto in classifica, disco d'oro per le oltre 30 mila copie vendute. Con la popolarità, per Salmo, sono arrivate,
però, anche le rogne: un’accusa di omofobia per esempio, a causa di una frase in
una sua canzone. Il rapper ha subito smentito dichiarando di non avere nulla contro i gay
e probabilmente ha pagato per un concetto estrapolato dal testo ed usato contro di lui
come spesso succede nel vortice del circolo mediatico. Ai ragazzi Salmo piace per il senso di protesta, quasi di “disturbo” nei
confronti della società e del paese che esprime con le sue canzoni. Così è, del resto, in generale, per l’hip hop, genere che spopola
tra i giovanissimi e piace poco ai grandi. Si pensi, ad esempio, che Fabri Fibra, il più pop dei rapper, è stato escluso, per
decisione dei sindacati confederali, dal concertone dell’1 maggio. Salmo però mette in guardia i “miscredenti” del genere:
“attenzione, nel rap tutto è anabolizzato, portato all'esasperazione”, spiega. Ne parla con cognizione di causa lui che,
nell’ultimo album, ha voluto “creare un immaginario fantascientifico, un'opera di narrativa, realizzare un film di 40 minuti, scrivere
un romanzo in cui le canzoni sono come tanti capitoli, legati uno all'altro in libera associazione di idee. Come i libri di
Chuck Palahniuk, come quelli di Charles Bukowski”. Discutibile , forse, ma non certo privo di contenuti.
Giuseppe Sequestro

