Pensando alla scuola, e a quella superiore
in particolare, ci vengono subito in
mente immagini di adolescenti vivaci,
ribelli alle regole, pronti a far sentire la
loro voce. Ma il “prototipo” dello studente
del Vanoni non è solo questo, da
qualche anno infatti, grazie al progetto
“SIRIO,” la nostra scuola si apre a tutte
le età, e al motto di «non è mai troppo
tardi» concede un’altra possibilità a chi
in passato ha abbandonato gli studi.
Pensando alla scuola, e a quella superiore in particolare, ci vengono subito in mente immagini di adolescenti vivaci, ribelli alle regole, pronti a far sentire la loro voce. Ma il “prototipo” dello studente del Vanoni non è solo questo, da qualche anno infatti, grazie al progetto “SIRIO,” la nostra scuola si apre a tutte le età, e al motto di «non è mai troppo tardi» concede un’altra possibilità a chi in passato ha abbandonato gli studi.Abbiamo così voluto raccogliere anche
la voce di questo tipo particolare di studente
intervistando i frequentanti la
terza e la quarta classe del corso.
Alcuni di loro hanno ripreso l’attività
scolastica dopo 13 anni, altri dopo soli 3
alcuni dopo 17 addirittura altri hanno
optato per il serale dopo gli una serie di
insuccessi scolastici.
Come mai avete deciso di riprendere l’
attività scolastica?
«Per una mia cultura personale, perché
ritengo che sapere mi aiuti nella vita,
nell’essere più sicura quando mi trovo a
discutere e a parlare di qualsiasi argomento
nei vari ambienti in cui mi trovo
A parlare è la signora Liliana De Braco,
51 anni che continua - Lavoro e faccio
molti sacrifici per frequentare questo
corso, però imparare è importante e la
scuola è cultura»
Chi frequenta questo corso con lo
scopo di migliorare il proprio curriculum?
«Non credo - dice il signor Raganato -
che nessuno di noi stia frequentando
questo corso con lo scopo di migliorare
il curriculum ma per una soddisfazione
personale. Del resto in Italia, oggi, ci
sono persone laureate che non trovano
lavoro. Io ho una buon impiego ma credo
che nella vita non si finisce mai di
imparare e frequento il corso per questo».
Un tono simile ha la risposta di Andrea
Boccarella: «la cultura è importante
perché c’è chi approfitta dell’ignoranza,
è una difesa oltre ad una marcia in più
per sapersi esprimere e potersi relazionare
con le persone».
Le vostre attività lavorative quanto
influiscono sulla frequenza scolastica?
Qui la risposta è quasi corale: «Ci impegniamo
molto, però senza sacrifici non
si ottiene niente, io lavoro dalle 6 alle
15 e alle 16 inizia la lezione e poi occorre
ritagliarsi il tempo per studiare, magari
non quanto un ragazzo del diurno
ma le cose più importanti bisogna ricordarle.
Quali sensazioni provate ritornando a
scuola?
«Io sono ritornata bambina» dice Angelica
Martina, «Si ricrea l’atmosfera degli
anni adolescenziali ed ho la stessa ansia
e tensione per un’interrogazione di
quando ero ragazzino»
Cosa diresti a un ragazzo che ha intenzione
di lasciare la scuola?
Di continuare a studiare—è la rispsota
corale. «La cultura rende liberi - dice
Boccarela - mentre l’ignoranza rende
schiavi. Credo che chi lascia la scuola
dovrebbe tenere ben presente questo»
Completa la riflessione il signora Raganato
che conclude: «è l’errore più grave
che si possa commettere, e noi che ci
troviamo qui siamo stati i primi a sbagliare,
ma vogliamo riparare».
Federico Amato,
Valentina Negro e Andrea Martano

