Posted by Unknown
| 22:34
Pensando alla scuola, e a quella superiore in particolare, ci vengono subito in mente immagini di adolescenti vivaci, ribelli alle regole, pronti a far sentire la loro voce. Ma il “prototipo” dello studente del Vanoni non è solo questo, da qualche anno infatti, grazie al progetto “SIRIO,” la nostra scuola si apre a tutte le età, e al motto di «non è mai troppo tardi» concede un’altra possibilità a chi in passato ha abbandonato gli studi.
Pensando alla scuola, e a quella superiore in particolare, ci vengono subito in mente immagini di adolescenti vivaci, ribelli alle regole, pronti a far sentire la loro voce. Ma il “prototipo” dello studente del Vanoni non è solo questo, da qualche anno infatti, grazie al progetto “SIRIO,” la nostra scuola si apre a tutte le età, e al motto di «non è mai troppo tardi» concede un’altra possibilità a chi in passato ha abbandonato gli studi.Abbiamo così voluto raccogliere anche la voce di questo tipo particolare di studente intervistando i frequentanti la terza e la quarta classe del corso. Alcuni di loro hanno ripreso l’attività scolastica dopo 13 anni, altri dopo soli 3 alcuni dopo 17 addirittura altri hanno optato per il serale dopo gli una serie di insuccessi scolastici. Come mai avete deciso di riprendere l’ attività scolastica? «Per una mia cultura personale, perché ritengo che sapere mi aiuti nella vita, nell’essere più sicura quando mi trovo a discutere e a parlare di qualsiasi argomento nei vari ambienti in cui mi trovo A parlare è la signora Liliana De Braco, 51 anni che continua - Lavoro e faccio molti sacrifici per frequentare questo corso, però imparare è importante e la scuola è cultura» Chi frequenta questo corso con lo scopo di migliorare il proprio curriculum? «Non credo - dice il signor Raganato - che nessuno di noi stia frequentando questo corso con lo scopo di migliorare il curriculum ma per una soddisfazione personale. Del resto in Italia, oggi, ci sono persone laureate che non trovano lavoro. Io ho una buon impiego ma credo che nella vita non si finisce mai di imparare e frequento il corso per questo». Un tono simile ha la risposta di Andrea Boccarella: «la cultura è importante perché c’è chi approfitta dell’ignoranza, è una difesa oltre ad una marcia in più per sapersi esprimere e potersi relazionare con le persone». Le vostre attività lavorative quanto influiscono sulla frequenza scolastica? Qui la risposta è quasi corale: «Ci impegniamo molto, però senza sacrifici non si ottiene niente, io lavoro dalle 6 alle 15 e alle 16 inizia la lezione e poi occorre ritagliarsi il tempo per studiare, magari non quanto un ragazzo del diurno ma le cose più importanti bisogna ricordarle. Quali sensazioni provate ritornando a scuola? «Io sono ritornata bambina» dice Angelica Martina, «Si ricrea l’atmosfera degli anni adolescenziali ed ho la stessa ansia e tensione per un’interrogazione di quando ero ragazzino» Cosa diresti a un ragazzo che ha intenzione di lasciare la scuola? Di continuare a studiare—è la rispsota corale. «La cultura rende liberi - dice Boccarela - mentre l’ignoranza rende schiavi. Credo che chi lascia la scuola dovrebbe tenere ben presente questo» Completa la riflessione il signora Raganato che conclude: «è l’errore più grave che si possa commettere, e noi che ci troviamo qui siamo stati i primi a sbagliare, ma vogliamo riparare».

 Federico Amato, Valentina Negro e Andrea Martano

Blogroll

About

Agoranotizia.it - News